Able Grape ahora también habla español

28 febbraio, 2009
di Carolina Ramos

In questo periodo ho tanti impegni che non mi permettono di aggiornare questo povero e trascurato blog, ma spero di rimediare presto. Oggi ho giusto il tempo per segnalarvi che Able Grape è stato tradotto in spagnolo. Se non conoscete questo stupendo motore di ricerca per il vino (che propone anche ottime ricerche gastronomiche in generale) siete sempre in tempo di farci un salto!

PS: La traduzione spagnola è mia, per dovere di cronaca :-)

Parole chiave dell’anno relative al vino in Spagna

16 dicembre, 2008

Prendo spunto da Vino 24, dove Fabio Ingrosso analizza le parole chiave più googlate dell’anno relative al vino, in italiano e in inglese. Le cose stanno così per la Spagna: 

Per quanto riguarda le regioni vitivinicole, La Rioja è in testa. Interessante vedere come “museo del vino” rientri tra le prime dieci parole chiave, un’ottima notizia per chi di cultura enogastronomica si occupa. Il vino dunque non solo come bevanda da consumare, ma come patrimonio culturale da conoscere. 

Da notare come l’interesse per l’apporto calorico del vino sia salito. Superficialmente, senza un’analisi approfondita, verrebbe da pensare a due cose: il crescente interesse da parte delle donne per il vino e il crescente interesse da parte dei consumatori di vino per uno stile di vita salutistico ed equilibrato.

 

Search terms related to vino  Spain, 2008

Il ruolo della traduzione nelle Relazioni Pubbliche

13 dicembre, 2008
di Carolina Ramos

Mi è stato chiesto un contributo per una pubblicazione scientifica spagnola di Relazioni Pubbliche. Avevo pensato di trattare l’importanza che ha la cosiddetta mediazione linguistica (inglobando qui traduzione e interpretazione) nella comunicazione aziendale.

Spesso mi capita di imbattermi in siti web e in testi in generale a cura di agenzie di comunicazione che palesemente non sono stati tradotti da madrelingua. Ma neppure questo basta. La traduzione è un’arte, è un dono, o sai tradurre o no. Si può imparare, perfezionare la tecnica, ma c’è chi è più bravo e chi un po’ (o molto) meno. Non c’è niente da fare.

j03096151

Eppure la voce traduzione viene spesso, purtroppo, sottovalutata nei budget aziendali. Sottopagata. Affidata sovente a traduttori in erba, magari anche a studenti che, sì, sono bravi con le lingue, ma da qui a saper comunicare efficacemente ci passa. Facendo così, implicitamente, diamo la sensazione al cliente estero che non ci interessa venirgli incontro. E già. Perché la lingua è la manifestazione più palese, più immediata, di una cultura. Non impegnarsi a parlarla bene è un rifiuto, implicito o esplicito, dell’altro. Non voler comunicare bene in un’altra lingua è rovinarsi quel mercato. O meglio, quel pubblico. Quei pubblici. Perché non ha senso, in Relazioni Pubbliche, parlare di mercato. Si costruiscono relazioni. It’s about people. E qui l’empatia è un concetto chiave: come reagiremmo noi, a pelle, se ci venisse dato un messaggio scritto male, che non scorre, che non ci prende? Che non parla come noi?

Sì, è ora che ci rendiamo conto del peso che la mediazione linguistica ha nella comunicazione. Nella comunicazione interculturale. This is what is all about: people and different cultures.

Ikea time

5 dicembre, 2008

Che cosa è il cibo internazionalizzato, non già solo della larga distribuzione, bensì il cibo-marchio di una multinazionale che in realtà si occupa d’altro? Mi viene da pensare alle polpettine svedesi con la salsa di mirtilli ed i biscotti alla cannella, che sono diventati un classico Ikea.

polpette

Ikea è uno degli esempi più importanti della globalizzazione, ed è anche una delle invenzioni che ha cambiato la vita delle persone. Qualche decennio fa era impensabile acquistare un armadio di tre metri, bello ed economico, trasportabile e soprattutto facilmente montabile. Quindi il suo valore per quanto riguarda l’innovazione nel campo dell’arredamento va riconosciuto.

Il discorso è leggermente diverso se penso a Ikea che si cimenta nel campo della gastronomia. È proprio l’idea del cibo globalizzato, decontestualizzato dalla terra e dal popolo che lo ha originato, che mi lascia un po’ perplessa. Ci sarebbe molto da discutere su questi argomenti, come l’avvento ormai incontrollabile dei fast food e delle catene di ristoranti. Secondo me stiamo rischiando di perdere una parte importante della nostra cultura e della nostra identità. Sono tremendista? Non credo. Amo però la diversità, il piatto che non viene sempre uguale, gli errori di percorso, le diverse letture di una ricetta. Il richiamo alle origini, l’estro creativo.

Non sono mai stata in Svezia, ma sono sicura che le polpettine svedesi genuine non siano quelle dell’Ikea (ma va?). Un po’ come la paella surgelata che trovo qui in Italia. Mi fa pensare a un fenomeno della lingua spagnola chiamato spagnolo neutro, che, per essere comprensibile a tutti gli ispanoparlanti, deve prescindere da ogni richiamo dialettale.

Non è che, nella semantica del cibo, queste polpettine sono un po’ di svedese neutro? Senza infamia e senza lode, non fanno schifo ma non entrano neppure a far parte dei cibi della memoria. Si tratta di un gusto universalmente apprezzabile e riconoscibile, che non sa troppo di carne, né troppo di sugo, né troppo di spezie… Un gusto che non cambia mai, ogni volta che le mangi sanno uguale. No alarm, no surprises.

Tra l’altro le vendono anche surgelate al loro reparto gastronomia. Un po’ come portarti l’armadio in macchina e montarlo da te a casa. Triste…

Masterizzata!

30 novembre, 2008

E anche questa è andata, come si suol dire!

Da venerdì sono ufficialmente un Esperto in “Cultura dell’Alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche” (e ho preso anche la lode!). 

c-enogastronomica

Sono molto contenta di avere intrapreso questo percorso didattico. Ora non mi resta che passare all’azione e valorizzare e promuovere la cultura enogastronomica italiana in tutti gli ambiti da me conosciuti: sulla rete, nella traduzione, ideando e organizzando manifestazioni ed eventi. Un bellissimo impegno!

A breve parlerò del progetto che il mio gruppo ha presentato alla commissione per la discussione finale. Intanto vi invito a visitare il sito del Consorzio Baicr, ente co-organizzatore del master e curatore della banca dati Cultura Gastronomica Italiana.